Quando ero educatore a Veano, mi piaceva passare alcuni minuti, la sera, a chiacchierare con altri educatori (penso a Massi Gobbi, soprattutto) nel cortile del pozzo. La serata era finita, c’era un bel tiepidino da inizi di settembre. I ragazzi erano stati mandati a dormire. Per noi educatori di lì a poco sarebbe cominciata la riunione notturna, per progettare le attività dell’indomani e verificare e rasserenarci anche un po’, ulteriormente. Ma a me piaceva passare alcuni minuti lì, in quel cortile, perché potevo vedere le luci delle camere filtrare dalle veneziane delle finestre chiuse. Dietro ogni finestra c’erano i ragazzi che avevamo tenuto per mano durante il giorno. Che avevamo visto sorridere, esprimersi, parlare e tacere, cantare, giocare. Erano tutti lassù, con le loro luci accese. Da una finestra a volte arrivava una musica, brevemente. Dietro di loro, dietro la vecchia villa che ci ospitava, il cielo era già buio. Ho sempre fatto l’educatore pensando a quelle luci.




Bello l’articolo su Veano, peccato essere arrivato tardi con la vacanza di Veano che non c’è più….. grazie Matteo per questi ricordi per me mai vissuti…ma li condivido un po’ come quelli di Resy..
ciao
Lorenzo C. di San Polo