Matteo Corradini

pensieri. pensieri! pensieri?

Archivio per festivaletteratura

Aggiornata l’area video

Con un po’ di ordine in più, con qualche novità, con qualche link diverso…

http://www.matteocorradini.com/dVideo.html

http://www.matteocorradini.com/dVideoInc3.html

http://www.matteocorradini.com/dVideoInc2.html

http://www.matteocorradini.com/dVideoInc1.html

http://www.matteocorradini.com/dVideoInt.html

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Visti dal palco

(un articolo per Colibrì – Festivaletteratura)

Conoscevo i suoi libri e la sua faccia, ma non le sue mani. Hugo Hamilton si è presentato con uno zainetto che non ha mai aperto. Ho nascosto dietro il palco una borsina, e nella borsina c’era una grappa delle mie parti: gliel’ho regalata alla fine dell’incontro pensando che da buon irlandese, non fosse mai, se la sarebbe potuta bere durante. Ha esordito con un racconto d’infanzia: lanciava cucchiaiate di purè sul soffitto del suo salotto. È la benedizione d’ogni accompagnatore: un autore serio, che scrive benissimo (quanto silenzio quando ho letto un brano di Il cane che abbaiava alle onde), e sa spiazzare tutti regalandoci un refrain perfetto da riproporre un po’ qui e un po’ là per tutto l’incontro: evviva il purè!

Giusi Quarenghi ha la magia delle persone molto preparate, che ti introducono in una stanza  sapendo già che ti aiuteranno a varcare una nuova soglia verso una stanza successiva: Giusi affronta la bellezza della Bibbia con la naturalezza dell’inquilina da sempre, come fosse stata scritta ieri, come l’avesse scritta lei e non solo riscritta per i ragazzi o per chi vorrà leggerla. Nel suo incontro ho fatto un po’ il matto: il mio ruolo di ebraista me lo permetteva, chi è più matto di un ebraista? Ho abbandonato il lato ferreo, giusto, preciso (ci pensava la scrittrice), e mi sono tenuto il naso del diavoletto. Le poesie di Giusi sembrano parole dette, libere come chiacchierate. E le sue parole dette, libere come chiacchierate nell’incontro, sono davvero poesie.

Chi avrei voluto incontrare? Le mogli, i mariti, i figli, i padri, i cagnolini. Vorrei fare un incontro con tutti questi accompagnatori di grandi e importanti scrittori: quante cose avrei da chiedere?

Storie senza voce – la cronaca…

STORIE SENZA VOCE (evento n° 189)
La mattina in piazza Virgiliana è stata rinfrescata dalla ventata di bravura e simpatia dello scrittore tedesco-irlandese, Hugo Hamilton. Con ironia, Matteo Corradini ha intrattenuto i giovani spettatori ricostruendo la vita linguistica dello scrittore. Una situazione difficile, quella di Hamilton: mamma tedesca emigrata in Irlanda dopo la seconda guerra mondiale e papà irlandese che non voleva avere alcun rapporto con la cultura anglosassone.
Hugo è cresciuto nel disagio di una diversità linguistica che lo distingueva dai coetanei: non capiva perché sua madre parlava una lingua diversa dagli altri e perché il padre voleva preservare la famiglia dalla lingua inglese. Attraverso racconti e aneddoti della sua infanzia, Hamilton è riuscito ad incantare i presenti, disegnando con la voce la cultura ed il mare irlandesi: Il cane che abbaiava alle onde rappresenta uno dei suoi più importanti libri. Un cane che non appartiene a nessuno e un mare, “bicchiere pieno di acqua blu” raccontano lo scrittore e ne scrivono la sua storia.
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Speciale Festivaletteratura

Waiting for Hamilton…

Quando sei piccolo, non sai niente…

Da domani al Festivaletteratura

Da domani sarò al Festivaletteratura di Mantova. Racconterò alcune cose su Twitter e sul blog, caricherò video su YouTube, in diretta, e farò due incontri. Per chi ci sarà, ci si vedrà. Baci.

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Festivaletteratura

Anche l’assessore Dosi a Mantova per i due piacentini

Anche l’assessore alla cultura di Piacenza Paolo Dosi parteciperà al Festivaletteratura per seguire gli eventi che vedranno protagonisti gli autori piacentini Paolo Colagrande e Matteo Corradini. «La presenza di questi due affermati scrittori è motivo di orgoglio per il nostro territorio – sottolinea Dosi – e auguro ad entrambi un’esperienza entusiasmante e ricca di soddisfazioni. Sarà, per loro, un’ulteriore opportunità di ricevere meritati riconoscimenti personali di pubblico e di critica, con importanti e positive ricadute anche per il sistema culturale piacentino».

Chi incontrerò al Festivaletteratura 2: Giusi Quarenghi

Giusi Quarenghi (Sottochiesa, 1951) è una scrittrice italiana specializzata in libri per l’infanzia, vincitrice nel 2006 del Premio Andersen di Sestri Levante. Cresciuta in un piccolo paese di montagna del Bergamasco, dove tuttora vive, dopo la laurea ha iniziato ad occuparsi di cinema, cartoni animati, fumetti, pubblicità e televisione scrivendo molti libri per bambini e ragazzi.
Il suo esordio risale al 1982 con Ahi, che male, per le Edizioni EL; sono seguiti Le memorie di un bibliotecario insonne, edito dalla Editrice Bibliografica (1988), Il librocasa, Il librorazzo, Il cannocchiale, pubblicate dalla Casa editrice La Coccinella (1989), La camera oscura, Il libro albero, Il libro torre e il Segnalibro … o bibliosogno? (1990), sempre da La Coccinella.
Nel 1992 Quarenghi inizia a pubblicare per la casa editrice Franco Cosimo Panini Editore: Anch’io ho un cane (1992), Sete di vampiro (1993), L’undicesima notte (1995).
Per la collana della Giunti “Under 14″ pubblica nel 1995 Strega come me. A darle maggiore notorietà è Un corpo di donna, pubblicato da “Gaia Junior” Mondadori nel 1997 che affronta, uno tra i primi romanzi su questo argomento pubblicati in Italia, il tema dell’anoressia.
Con la Franco Cosimo Panini Editore pubblica nel 1998 due libri umoristici – Alice luna felice e Due lune a colori – ottenendo buone vendite, così come con Piccole mani, piccole zampe pubblicato nel 1999 nella collana Sassolini della Mondadori.
Ma è con il feuilleton Ragazze per sempre , pubblicato sempre nel 1999 nella collana “Gaia Junior” di Mondadori, che Quarenghi ottiene, tra il pubblico di giovani lettori, il suo maggiore successo.

Chi incontrerò al Festivaletteratura 1: Hugo Hamilton

Hamilton’s mother was a German who travelled to Ireland in 1949 for a pilgrimage, married an Irishman, and settled in the country. His father was a militant nationalist who insisted that his children should speak only German or Irish, but not English, a prohibition the young Hugo resisted inwardly. “The prohibition against English made me see that language as a challenge. Even as a child I spoke to the walls in English and secretly rehearsed dialogue I heard outside,” he wrote later.
As a consequence of this, he grew up with three languages – English, Irish and German – and a sense of never really belonging to any: “There were no other children like me, no ethnic groups that I could attach myself to”.
Hamilton became a journalist, and then a writer of short stories and novels. His first three novels were set in Central Europe. Then came Headbanger (1996), a darkly comic crime novel set in Dublin and featuring detective Pat Coyne. A sequel, Sad Bastard, followed in 1998.
Following a year spent in Berlin on a cultural scholarship, he completed his memoir of childhood, The Speckled People (2003), which went on to achieve widespread international acclaim. Telling the story through the eyes of his childhood self, it painfully evoked the struggle to make sense of a bizarre adult world. It “triumphantly avoids the Angela’s Ashes style of sentimental nostalgia and victim claims,” wrote Hermione Lee in The Guardian . “The cumulative effect is to elevate an act of scrupulous remembering into a work of art,” commented James Lasdun in the New York Times. The story is picked up in the 2006 volume, The Sailor in the Wardrobe.
In May 2007, German publisher Luchterhand published Die redselige Insel (The Talkative Island), in which Hamilton retraced the journey Heinrich Böll made in Ireland that was to be the basis of his bestselling book Irisches Tagebuch (Irish Journal) in 1957. Hamilton’s most recent novel, Disguise was published on June 6, 2008.
Hugo Hamilton lives in Dublin, Ireland. In 1992 he was awarded the Rooney Prize for Irish Literature. Sang impur, the French translation of The Speckled People, won the Prix Femina Etranger in 2004 and Il cane che abbaiava alle onde, the Italian translation of the memoir, won the Premio Giuseppe Berto in 2004.

I piacentini incontrano i giovani autori

Questo pezzo è di Anna Anselmi ed è uscito su Libertà di stamattina.
Accanto al progetto “Scritture giovani” per valorizzare nuovi talenti, a Festivaletteratura apre quest’anno un cantiere di orientamento al mondo dell’editoria e, per ribadire quanto sia fondamentale riporre fiducia nei confronti degli emergenti, chiama ancora a Mantova due autori scoperti da “Scritture giovani”, il gallese Cynan Jones (La lunga siccità, Isbn) e il portoghese David Machado (Il favoloso teatro del gigante, Cavallo di ferro), che hanno entrambi trovato ora un editore in Italia. A incontrarli sarà venerdì in Santa Maria della Vittoria alle 11 lo scrittore e avvocato piacentino Paolo Colagrande, che di una certa scena editoriale ha fornito squarci impietosi nel suo romanzo d’esordio, Fideg (Alet, come pure il successivo Kammerspiel). Colagrande, tornato nei mesi scorsi in libreria con Dioblù, Rizzoli, sarà poi alle 18.30 a Palazzo D’Arco per avvicinare, insieme a Ugo Cornia, il pubblico al “romanzo rustico” Zebio Còtal (1961) del modenese Guido Cavani (ripubblicato da Isbn), salutato come un piccolo capolavoro da Pier Paolo Pasolini che, nella prefazione all’edizione Feltrinelli, affermava: “Sono pronto a scommettere che figure come quella di Zebio, della vecchia moglie, della figlia, del bambino che muore e certe primavere, certe nevicate dell’Appennino, sono tra le cose più solide e durature della narrativa contemporanea”.
Nel programma di domenica due appuntamenti avranno tra gli ospiti il piacentino Matteo Corradini, che in piazza Virgiliana alle 10.45 dialogherà con Hugo Hamilton su Storie senza voce e alle 17 si inoltrerà, in compagnia di Giusi Quarenghi, tra i personaggi e i simboli dei racconti biblici. Hamilton, nato a Dublino nel 1953, costretto in casa a esprimersi in gaelico (dal padre nazionalista irlandese) e in tedesco (la lingua della madre), rinunciando obbligatoriamente all’inglese, ha raccontato questa sua difficile esperienza di bambino, linguisticamente “sradicato”, nel libro Il cane che abbaiava alle onde (Fazi). Per lui il silenzio ha assunto le veci di una lingua materna che non ha avuto. Autrice per ragazzi, Quarenghi ha pubblicato nel 2010 Io ti domando (Rizzoli) e Io sono il cielo che nevica azzurro (Topi Pittori). Con Corradini, laureato in lingua e letteratura ebraica, Quarenghi partirà proprio dalle pagine di Io ti domando, in cui storie dell’Antico Testamento vengono illuminate dalle interpretazioni fornite nelle leggende e nelle parabole dei maestri del giudaismo. Corradini aiuterà inoltre a esplorare l’alfabeto e i fondamenti della lingua ebraica.
Speciale Festivaletteratura
Il sito del Festivaletteratura

Aperte le biglietterie del Festivaletteratura!

Domani, venerdì 3 settembre alle ore 9.00, Festivaletteratura apre finalmente le prenotazioni anche per i non soci. Ecco tutto ciò che si deve sapere:
La biglietteria del Festival (Loggia del Grano della Camera di Commercio – via Spagnoli) è aperta fino a martedì 7 settembre dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 (domenica 5 settembre dalle ore 9.00 alle 13.00); da mercoledì 8 settembre a sabato 11 settembre dalle 9.00 alle 20.00 con orario continuato; domenica 12 settembre dalle 9.00 alle 17.00 con orario continuato.
Si possono effettuare prenotazioni nei seguenti modi:
• presso la biglietteria del Festival nei giorni e negli orari indicati;
• telefonando allo 0376/288361;
• tramite il sito Internet www.festivaletteratura.it
La prenotazione va fatta specificando nome, cognome, comune di residenza e n° di telefono per ricevere comunicazione di eventuali variazioni relative agli eventi prenotati.
I biglietti prenotati devono essere ritirati alla biglietteria del Festival almeno due ore prima del primo evento prenotato e comunque non oltre le 20.00 per gli incontri serali e per gli incontri previsti al mattino in orario antecedente all’apertura della biglietteria.
Le modifiche alle prenotazioni già fatte saranno accolte solo compatibilmente con le disponibilità.
L’acquisto dei biglietti prenotati va effettuato presso la biglietteria del Festival in un’unica soluzione.
I biglietti che risulteranno ancora disponibili saranno messi in vendita sul luogo dell’evento mezz’ora prima dell’inizio.
Per gli eventi dei bambini, gli adulti accompagnatori, in base alle disponibilità, possono acquistare il biglietto allo stesso prezzo dei bambini solo sul luogo dell’evento.
Il rimborso di un biglietto acquistato può essere richiesto solo ed esclusivamente nel caso di soppressione dell’evento stesso. Il Festival si riserva la facoltà di decidere, a proprio insindacabile giudizio, l’eventuale rimborso in caso di altre variazioni (spostamento di orario e di luogo, altri cambiamenti) dandone tempestiva comunicazione.
La richiesta di rimborso dei biglietti di eventi soppressi deve essere effettuata entro le ore 17.00 di domenica 12 settembre.
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